IL GRIDO 2004

Era il 1996: gli architetti Paolo Frullini e Carlo Viliani mi chiesero la disponibilità a presentare i bozzetti di due opere sacre per la Chiesa della Pentecoste a Bagno a Ripoli (nei pressi di Firenze), nell’ambito di un concorso di idee bandito dall’allora Arcivescovo Piovanelli.

Presentai due bozzetti: un Cristo dalle forme plastiche, che Piovanelli stesso intitolerà Morte, resurrezione e spirito santo e una deposizione raffigurante l’impotente strazio di una madre (Il Grido).

Insorti problemi non consentirono poi la realizzazione di queste opere per la destinazione originaria.

Dal settembre del 2000 al dicembre del 2002 Il Grido ha rappresentato la mia vita e la mia ossessione. Tanto da decidere di realizzarla autonomamente, seppure con un impegno a tempo ridotto, date le necessità contingenti del quotidiano.

Il 12 dicembre del 2002 arriva, inattesa, la committenza da parte del Comune di Campi Bisenzio, grazie alla sensibile determinazione di Adriano Chini, allora sindaco e del consigliere comunale Brunella Bresci. Il Grido li ha colpiti entrambi per la forza del suo messaggio, alimentando il desiderio di non voler privare la comunità campigiana (e la splendida cornice di Villa Rucellai) di una coraggiosa testimonianza che proprio dietro gli argini del Bisenzio si stava liberando dall’involucro marmoreo che l’avvolgeva.

Con il mio Grido ho voluto esprimere il senso universale di privazione, di impotenza, di strazio. Nel Grido trovano voce i mille dolori dell’umanità, con i quali purtroppo ci siamo abituati a convivere e che spesso poniamo in secondo piano, sopraffatti da altro.

atelier: lastra a signa - firenze laboratorio: quarrata - pistoia info@giorgiobutini.it